Kobudo

古= ko   武= bu  道= do

Il Kobudo Shorei-Kai, creato dal Maestro Tamano come estensione del metodo Shorei-Kan, studia le armi tradizionali di Okinawa, ed in particolare le cinque armi principali: il bo, il tonfa, il sai, il kama ed il nunchaku.

Il maestro Tamano ha studiato l’arte del Kobudo con i maestri di Okinawa Shimpo Matayoshi ed Eisuke Akamine. Questo metodo permette a tutti, principianti ed esperti, di praticare larte del Kobudo in una maniera sistematica ed in completa sicurezza.

Altre armi meno utilizzate ma comunque rappresentate sono l’eiku (remo), i tekko (tirapugni), il timbei (scudo), i nunti (simili ai sai ma con uno dei rebbi rivolti all’indietro), il nunti-bo (composto da un nunti fissato all’estremità di un bo), la naginata (alabarda), il rochin (lancia corta), il suruchin (catena da guerra), ed il sansetsukon (nunchaku a tre pezzi).

Kobudo Shorei-Kai

Lo Shorei Kai è un sistema completo per lo studio del Kobudo di Okinawa creato dal maestro giapponese Toshio Tamano, uno dei massimi esperti mondiali di questa arte marziale.

Il Kobudo si potrebbe definire come come una disciplina che ha sviluppato la lotta con le armi. La differenza principale rispetto ad altre arti marziali, però, è che non si tratta di armi tradizionali come la spada, la lancia o l’arco, bensì di semplici strumenti della vita quotidiana e di attrezzi agricoli.

Tradizionalmente il Kobudo di Okinawa viene praticato dai karateka poiché le tecniche sono basate su quelle di Karate. L’insegnamento è limitato essenzialmente agli esercizi di forma classici (koryu kata) con le varie armi. Le tecniche di combattimento vengono altresì raramente insegnate.

Per superare questi limiti alla diffusione dellarte del Kobudo, il maestro Tamano dopo avere perfezionato i suoi studi in Okinawa, consigliato dal suo maestro di Karate Kancho Seikichi Toguchi (uno dei massimi esperti di arti marziali di Okinawa), ha creato il metodo Shorei Kai (scuola del rispetto e della cortesia).

Per una breve trattazione della storia del Kobudo di Okinawa e della sua diffusione in Italia segnaliamo un articolo scritto dal M° Rino Echelli e da Cinzia Cozzolino.

Il programma di Kobudo dello Shorei-Kai comprende lo studio delle tecniche di base (Kihon), i kata classici e didattici, e la pratica di kumite regolamentati come i bunkai e kiso kumite.

L’applicazione delle tecniche apprese viene praticata con lo shiai kumite (combattimento libero, con protezioni). Per ciascuna arma si studiano kata di base e classici, e tecniche di base e di combattimento.

L’origine del Kobudo

Il Kobudo si potrebbe definire come come una disciplina che ha sviluppato la lotta con le armi. La differenza principale rispetto ad altre arti marziali, però, è che non si tratta di armi tradizionali come la spada, la lancia o l’arco, bensì di semplici strumenti della vita quotidiana e di attrezzi agricoli.

All’origine di questa pratica, infatti, i contadini dellisola di Okinawa (arcipelago a sud del Giappone) usavano il bo (bastone lungo per il trasporto di secchi), il kai (remo da barca), il kama (falcetto) ed altri strumenti spesso come vere e proprie armi, a scopo difensivo.

Fino al Ventesimo secolo il Kobudo, o Kobujutsu, non era considerata un’arte marziale neppure ad Okinawa, ed accadeva piuttosto che ogni villaggio si fosse specializzato nell’utilizzo di una sola arma, possedendo la conoscenza di alcune tecniche; si trattava dunque di un sapere ancora disperso e frammentario.

Si deve al maestro Moden Yabiku, già famoso maestro di Shorin-Ryu, il merito di aver raccolto per primo tutte queste tecniche viaggiando tra i diversi villaggi, e di aver fondato una scuola e, ancor più importante, una vera e propria società di ricerche sul kobujutsu (chiamata Ryukyu Kobujutsu Kenkyu Kai) che aveva lo scopo di insegnare questa straordinaria arte al pubblico.

È da citare anche l’impresa, contemporanea e non meno importante, di un altro grande maestro, studioso anche di arti marziali cinesi, il M° Shinko Matayoshi, che si interessò allo studio di quest’arte elaborandone uno stile; tutavia il M° Matayoshi decise di non rendere il frutto del suo lavoro disponibile al grande pubblico, ma di trasmetterlo solo al figlio Shimpo.

Nel 1947, alla morte del padre, il M° Shimpo Matayoshi decise che era giunto il momento di diffondere gli insegnamenti della sua scuola e, nel 1970, fondò la Federazione di Kobudo delle Ryukyu, la Ryukyu Kobudo Renmei.

Il kobujutsu inizialmente era relegato allo studio di una o due armi durante le lezioni di karate, restava ancora unarte misteriosa e sconosciuta; esso deve la sua diffusione in Giappone in modo particolare agli sforzi del M° Shinkei Taira.

Il maestro Taira, già studente del M° Gichin Funakoshi, divenne l’allievo successore del M° Moden Yabiku alla scuola di Naha City; è a lui che si deve la riorganizzazione e la strutturazione nel 1940 della Ryukyu Kobudo Hozon Shinko Kai, l’organizzazione per la preservazione e lo sviluppo del Kobudo Ryukyu. Tra le altre cose, sembra che sia stato proprio lui il primo ad utilizzare il nome Kobudo al posto del più antico Kobujutsu.

Successore del M° Taira fu poi il M° Eisuke Akamine, nominato nel 1970 presidente della citata organizzazione, tuttora attiva nello sviluppo del Kobudo.

Dal Giappone allOccidente

La storia del Kobudo di Okinawa in Italia iniziò nel lontano 1975, quando il maestro Roberto Fassi (4°dan di Kobudo), studioso di Karate ed arti marziali, si recava a New York per apprendere il Kobudo Shorei Kai dal maestro Toshio Tamano (8° dan) al fine di introdurlo nel nostro Paese.

Prima di lui nessun altro italiano aveva mai studiato questa disciplina. Grazie al suo lavoro, a distanza di ventanni dalla sua comparsa in Italia, quest’arte sta ora galvanizzando linteresse di tutti i praticanti di arti marziali europei; al maestro Fassi esprimiamo tutta la nostra riconoscenza.

Attualmente la sede dello Shorei-Kai Europa è in Francia; il Maestro Tamano, in qualità di direttore tecnico, coordina tutte le attività dei diversi dojo e supervisiona lallenamento di tutti i suoi istruttori.

Le armi del Kobudo Shorei-Kai

BO

Il bo utilizzato nel Kobudo Shorei-Kai è un bastone di lunghezza corrispondente all’altezza della persona che lo usa. La denominazione completa è rokku shaku bo (bastone lungo sei piedi): in altre scuole di Kobudo si utilizzano infatti anche versioni di lunghezza inferiore.

La forma del bo non è cilindrica, ma a doppio tronco di cono, variante da un diametro centrale di circa 3 cm ad uno laterale di circa 2.5 cm.

Quest’arma deriva probabilmente dal bastone utilizzato dai contadini di Okinawa per trasportare i secchi d’acqua. Nei combattimenti dello Shorei-Kai, tuttavia, il bo viene utilizzato anche come sostituto delle armi tradizionali (come la katana dei Samurai), dalle quali si dovevano difendere i contadini. Infatti, in tutti i combattimenti del Kobudo Shorei-Kai almeno uno degli opponenti usa il bo.

TONFA

Il tonfa è una specie di manganello con un corpo a sezione quadrata (kon) lungo come l’avambraccio, ed un manico laterale a sezione rotonda, che si allarga verso la fine.

Questarma deriva dall’impugnatura della macina del mulino e può venire utilizzata sia per difesa (soprattutto a protezione degli avambracci) che per l’attacco. I tonfa vengono ruotati molto rapidamente con movimenti del polso, che ne rendono velocissimo (e micidiale) il colpo.